7 Lug, 2008
Il mare era calmo, e il fruscio delle onde che si infrangevano sullo scafo era appena più percettibile del borbottio del motore che spingeva lentamente la barca verso il porticciolo. Di lì a poco sarebbe sorta la Luna, e la battuta di pesca sarebbe terminata. Superato il piccolo promontorio si intuiva il Golfo che con le sue spiagge e il lido era stato uno dei più belli d’Italia. Nel buio si sentiva, lontano, il pigro rumore delle onde che carezzavano la battigia. Nell’emporio del bivio c’erano ben esposte alcune foto di almeno cinquant’anni fa che mostravano la bellezza di quella spiaggia, e il pensiero vi corse mentre la barca si avvicinava sempre più a riva. Poi, improvvisa, la rossa palla della Luna si sollevò dal mare e i suoi raggi, impietosi, svelarono quello che le tenebre avevano pudicamente celato. Una lunga e squallida teoria di costruzioni strette, aggrovigliate l’una all’altra, a pochi passi dalla battigia, ciascuna con un suo stile diverso e contrario con quelli di ciò che le stava intorno. Così ora vedevi da un lato l’oscena caricatura di un tempio classico, ed accanto una casupola fatta con materiali di fortuna presi chissà dove, e poi la puerile copia di un castello e così per chilometri. Nel vedere queste sagome stagliarsi nel cielo ormai chiaro, qui e là ti colpivano cumuli di macerie, come se un gigante impazzito avesse schiacciato a casaccio coi piedi, senza alcuna logica, alcune delle costruzioni, disinteressandosi poi dei materiali frantumati che erano rimasti lì pronti ad offrire rifugio a topi e chissà quali altri esseri. Le ordinanze di demolizione avevano raggiunto quasi tutti, ma le demolizioni erano state di fatto eseguite o rinviate alle calende greche in base alla bravura più o meno grande degli avvocati di ciascuno, o a calcoli sulla convenienza di resistere o meno, e il risultato era stato quello che la luce sempre più alta spietatamente mostrava.Il bel lido di una volta esisteva ormai solo nelle fotografie dell’emporio al bivio, la realtà era quel mostruoso disastro che nessuno aveva potuto o saputo evitare, neanche le ordinanze di demolizione che, nonostante le intenzioni di chi le aveva emesse altro non avevano prodotto che un degrado ancora peggiore. La bella spiaggia restava invasa dal cemento dalle bizzarre forme e in più subiva l’oltraggio di quelle macerie che chissà da chi, chissà quando e chissà con quale ordinanza saranno portate via.
Neon
8 Giu, 2008
Quale professionista della comunicazione, credo non esistano parole migliori delle immagini stesse. Racconta, attraverso l’invio delle tue immagini (foto), la tua storia.
30 Mag, 2008
Esci dal tuo mondo. Chiudi la porta alla razionalità ed emozionati. Condividi i tuoi sogni. Racconta le tue vibrazioni. Ascolta il suono dei tuoi pensieri e lasciali andare. Rotola fuori dalla tua quotidianità. Butta fuori la poesia… e fammi innamorare del tuo cuore
Cristiana
10 Mag, 2008
Si dice che ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene e tutta una vita per dimenticarla!
1 Mag, 2008
Il silenzio non aiuta a non provare sensazioni ed emozioni: evita solo di mostrale agli altri. Quelle parole non dette, soffocano in gola, ma qualcuno le leggerà di certo nel lampo di uno sguardo. Sfuggire da ciò che siamo è una illusione. Esistere per gli altri, invece, è altra questione. Corriamo per rispondere alle esigenze degli altri, facendole nostre; qualcuno ci capirà ed apprezzerà prima o poi. Che l’attimo duri un istante, non ho dubbi e che la vita sia una vertigine è il mistero più grande dell’universo. La sensazione unica e meravigliosa che io chiamo “istante”: unico ed irripetibile. Intrasmissibile e magnificamente intimo.
27 Apr, 2008
CRISTIANA BARONE
Cari utenti, Vi invito a lasciare libero il pensiero. Vorrei leggere di voi. Lasciatevi andare a quello che va oltre il terreno tangibile e visibile. Abbandonatevi a lasciare che le osservazioni e commenti, almeno oggi, siano lontani dal tangibile raziocinio: fate volare la mente. Lasciate che si uniscano, in un sol battito, emozioni e parole…
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Buona navigazione
19 Apr, 2008
Oggi vi invito nella discussione: politica del “fare”. Perciò San Tommaso
9 Apr, 2008
“Non c’è spazio per tutti”. Vi invito ad inserire il vostro commento. Continuate la frase, si presta a mille considerazioni
Cristiana
5 Apr, 2008
Siamo al tramonto di un vecchio sistema. Siamo arrivati alla fine. Non esiste di peggio: non vi è null’altro. Siamo al cosiddetto “punto di non ritorno”. Vi invito perciò a segnalare le vostre storie. A condividerle con noi. A raccontarle, per evitare la solitudine. Vi invito, inoltre, a smettere di vivere con rassegnazione ma, anzi, a reagire ATTIVANDO NAPOLI. Inserite il PIN insieme a noi – lunedì 7 aprile - al Teatro Mediterraneo, alle ore 18. Vi aspettiamo.
Cristiana Barone
27 Mar, 2008
“Lascio la politica ma il mondo è pieno di occasioni”. Con questa frase si congeda l’ex premier Romano Prodi, lasciando spazio al Pd di Veltroni. Praticamente non cambia nulla. Anche con la Cdl per esser obiettivi, le cose sembrano immutate, esclusa la polo dal colletto inamidato del camaleontico presidente. Eppure, a Napoli, mentre tira aria fetida di rifiuti rancidi, si permettono pure di preparare listini e candidati. Nomi vecchi (tanto per cambiare!) e nuovi (ma quali?) entrano nel balletto dei sicuri onorevoli deputati o dei sacrificali sventurati. I prescelti al comando e i dannati di fine girone, insomma, quasi sembrano i condannati, che di certo non finiscono alla gogna ma attendono di esser ricambiati (in partecipate o consigli d’amministrazione). Ma poi ci sono loro, i “vecchi” imbufaliti. Quelli che si dimettono e sollevano dure critiche ai comandanti. Tanto dure da lasciare partiti e poltrone. Forse, coloro che fino ad oggi hanno avuto sotto il sedere lo scranno istituzionale, dimenticando di fare mera autocritica. Ma Dio c’è. E vede anche loro! Per taluni, senza arte ne parte, che di certo professionisti della politica non lo sono dalla nascita, forse è giunto il tempo di finirla con le beffe. Rischiano di divenire ludibri zimbelli da disprezzo. Alla berlina l’operato altrui, senza osservare sdegno per se stessi. Siete proprio lo svilimento della politica: da denigrare. Ma poi ecco che tra tanta nitida e palese confusione ben organizzata, rispunta il nome di Mastella nelle liste del Pdl, ma non e’ quello di Clemente (leader dell’Udeur), bensì del figlio Pellegrino. Secondo fonti parlamentari del Popolo della libertà, chiaramente tutte da verificare, nelle trattative per le liste ancora in corso a via dell’Umiltà sarebbe spuntato anche il suo nome. Nel curriculum di Pellegrino Mastella anche una breve esperienza come procuratore di calciatori. Ma che questa partita politica finisca senza il terzo tempo? Speriamo. Di tempo per le elezioni ne basta UNO. Senza nemmeno la stretta di mano da fine incontro: ci accontentiamo di tornare subito alle nostre bollette record, alla seconda settimana di stipendio svanito per puzzarci di fame, per rivedere il microcrimine che pulula e la gente che si dispera. A Napoli però con qualcosa in più: la spazzatura (roba da colera!). In fondo in fondo, al fair play, ci pensano loro, i signori potenti, onorevoli deputati e, chiaramente, non prima di aver completato i listini. Come si dice: gli accordi sono accordi e le intese fanno le GRANDI UNIONI!
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